[2012] Sole Creation, Agonia Records
Sole Creation, ultima fatica degli svedesi Kongh, si compone di quattro tracce suddivise in una quarantina abbondante di minuti; l'artwork si focalizza sulla mascotte ufficiale della band – comunque molto ben curata. La titletrack non lascia dubbi, la band ha mantenuto il suo stile nel corso degli anni, puntando al suo perfezionamento che è scaturito nella creazione di questo terzo album; tuttavia, mentre la parte strumentale resta perlopiù nello stile della band, la voce nelle parti melodiche mi ha portato a pensare persino ai Queens of the Stone Age di Songs for the Deaf.
Vorrei dedicare due parole al testo di Sole Creation: l'espediente di una creazione unica che perde il controllo – sarà King Kong o Godzilla? – vuole offrire spunti esistenziali – "concealed ancestry came to show exposed our inner growth we did'nt know" – o si riferisce al fatto che in questo album è Johansson ad occuparsi dell'intera parte strumentale esclusa la batteria? Interessante, a tal proposito, l'introduzione del sintetizzatore, in particolare nelle parti strumentali di Tamed Brute o di The Portals. Le melodie si riconfermano il vero cavallo di battaglia dei nostri, nonostante in fase di produzione esse abbiano ricevuto, a dire del frontman della band, meno attenzioni che nei precedenti lavori; i riff sono molto più caotici del primo album, e anche se le sequenze stoner non mancano, sono brevi e si evolvono continuamente in progressioni malate, non adatte agli ascoltatori troppo avvezzi all'orecchiabile.
Il lato B si apre con The Portals, la migliore dell'album, con un'ottima combinazione di stoner e riff black metal. Segue, senza soluzione di continuità, Skymning, una ballata cosmica in cui il poliedrico cantante si cimenta nell'uso dell'organo: non sono romantico, lo so, ma il finale drone della traccia, che esplicita ancora una volta l'influenza degli Yob, è una buona scappatoia ad una altrimenti insopportabile litania.
Nel complesso l'album è un interessante lavoro: ci troviamo di fronte ad un'evoluzione nel suono della band senza che nulla dello stile ne risenta e senza la minima flessione verso il mainstream e neppure verso un suono più tradizionale e conciliante; la particolarità di questo terzo album non procurerà alcun guadagno ai Kongh in termini di pubblico, in quanto non potrà essere apprezzato che da amanti del genere in questione e, paradossalmente, potrebbe non piacere a metallari dai gusti troppo conservatori.
Tracklist:
A1 Sole Creation
A2 Tamed Brute
B1 The Portals
B2 Skymning
